15 Set Aiutare le persone a cambiare ed a crescere: la prefazione italiana alla IV edizione del Manuale

Le professioni (gli ordini professionali) dovrebbero dare attivamente una mano
per eliminare o riqualificare professionisti delle professioni d’aiuto, che non sono
in grado di fornire alti livelli di capacità personali efficaci e che, quindi, è probabile
che stabiliscano relazioni che cambiano le persone in peggio.
Truax & Carkhuff, 1967
Siamo grati di poter condividere con i professionisti delle relazioni d’aiuto
italiani la quarta edizione del manuale di Miller e Rollnick, sperando che questo
contribuisca a sostenere e sviluppare, nell’ambito delle relazioni d’aiuto, una mentalità
più rispettosa delle persone, della loro saggezza interiore e della loro responsabilità
rispetto ai propri cambiamenti.
Questa quarta edizione non è solo una versione aggiornata della precedente, è
molto di più: è l’evoluzione del modello, in cui l’anima umanistica sovrasta e comprende
la componente cognitivo comportamentale dandole una nuova prospettiva.
Le nuove evidenze scientifiche nel campo della psicologia e delle neuroscienze,
la continua ricerca delle ragioni del funzionamento del Colloquio Motivazionale
e la condivisione delle esperienze dei professionisti che lo applicano nella loro
pratica quotidiana, hanno permesso di trovare risposte sempre più esaurienti e
complete su quale sia il principio attivo di una relazione d’aiuto efficace: il nostro
patrimonio biologico relazionale, definito dalla ricerca in psicologia come «fattori
aspecifici» Oggi sappiamo che tali fattori possono essere identificati, descritti e appresi.
Il Colloquio Motivazionale insegna ai professionisti attraverso abilità e
tecniche cosa fare per coltivarli dentro di sé ed esprimerli nella relazione d’aiuto.
Gli autori hanno saputo integrare in questa nuova edizione la complessa relazione
tra matrice cognitivo comportamentale e umanistica riportandola con estrema chiarezza
e semplicità e regalandoci una versione rinnovata del Colloquio Motivazionale,
più fresca e allo stesso tempo fortemente ancorata all’impianto originario.
Un piccolo ma sostanziale cambiamento riteniamo sia l’aggiunta del verbo
«crescere» che gli autori hanno deciso di integrare nel sottotitolo e che porta con sé
diverse implicazioni nella relazione con il cliente e nella relazione dell’operatore con
se stesso. L’aiuto non si limita al cambiamento, ampliando il suo raggio di azione alla
crescita complessiva della persona, una crescita che va intesa come evoluzione, la realizzazione
del proprio essere (thelos) e il raggiungimento dei propri obiettivi personali.
Gli autori ci suggeriscono di ampliare la visione del cambiamento in un’ottica di
realizzazione personale del cliente ma anche del professionista, indicando loro quali
sono i cambiamenti da affrontare per imparare ad affiancare e ad accompagnare le
persone nei loro percorsi di cambiamento.
In questa ottica il focus del Colloquio Motivazionale si sposta sempre di più
dalla capacità di utilizzare le tecniche e le abilità di base sul cliente alla qualità della
presenza da coltivare con il cliente; quindi, il saper fare è il modo per coltivare il proprio
saper essere con le persone. Ed è quest’ultimo fattore il vero e unico principio
attivo del cambiamento del cliente.
L’applicazione corretta e rigorosa delle tecniche specifiche del Colloquio Motivazionale,
al di là di uno sterile tecnicismo, è l’ausilio che consente al professionista
di mantenere un’attitudine di mente e di cuore conforme allo spirito del metodo,
contrastando tendenze reattive e istintive.
Il Colloquio Motivazionale mantiene in pieno la sua natura controintuitiva, in
cui il riflesso istintivo ad aggiustare le persone viene sostituito dalla capacità di mantenere
un atteggiamento mentale di accettazione incondizionata, di rispetto assoluto,
di sincera genuinità, di accurata empatia. Questo atteggiamento trasmette speranza
anche quando la persona stessa ne ha poca e permette al professionista di rimanere
fedele a uno stile di guida esperta che non dirige la persona, né la segue passivamente,
ma la orienta nella direzione del cambiamento nel suo esclusivo interesse.
Non importa quindi il ruolo professionale o gli anni di esperienza. La formazione
al Colloquio Motivazionale si pone come un training dove ognuno è invitato
a riflettere sulle proprie capacità di esprimere i fattori aspecifici nella relazione e a
impegnarsi a coltivare quelli che sente più carenti. Il Colloquio Motivazionale aiuta a
coltivare l’essere (lo spirito, i fattori aspecifici) attraverso il fare (le tecniche e le abilità)
per affiancare questo «sapere relazionale» alle competenze tecniche specifiche della
sua formazione professionale.
In Italia, negli anni, il metodo del Colloquio Motivazionale ha suscitato l’interesse
di moltissimi professionisti e gli ambiti di applicazione si sono progressivamente ampliati.
Questo grazie anche alle nuove sfide che si pongono in ambito sanitario, come
la conquista di una longevità sana e la gestione delle patologie croniche, che puntano
l’accento sugli stili e le scelte di vita delle persone. Alle professioni sociosanitarie che da
sempre si sono interessate al metodo (assistenti sociali, psicologi, psichiatri, educatori,
infermieri, insegnanti, ecc.) negli ultimi anni si sono aggiunti medici, fisioterapisti,
tecnici della riabilitazione psichiatrica, dietisti, allenatori sportivi, infermieri di famiglia
e comunità, e anche dentisti, farmacisti e diversi altri professionisti che sono
interessati a migliorarsi ed evolvere nel proprio modo di relazionarsi con le persone.
Ci auguriamo che questo manuale possa ispirare i professionisti impegnati ad
aiutare gli altri a rivolgersi al proprio potenziale innato di guarigione prendendone
consapevolezza e coltivandolo con impegno e rigore per poterlo poi donare agli altri
aumentando l’efficacia degli interventi e, allo stesso tempo, tutelando il proprio benessere.
La ricerca scientifica ha infatti confermato che il Colloquio Motivazionale
rappresenta per l’operatore un fattore di protezione per l’insorgere della sindrome
del burn out professionale.
Siamo felici di offrire il nostro contributo in questo processo di divulgazione
delle conoscenze legate al Colloquio Motivazionale portando avanti con la formazione
e la cura di testi scientifici il lavoro del nostro maestro e amico Gian Paolo Guelfi,
medico psichiatra che ha introdotto negli anni Ottanta il Colloquio Motivazionale in
Italia e ha contribuito a diffonderlo con attività di formazione, scrittura e traduzione
di articoli scientifici in oltre trent’anni di instancabile attività.
Chiudiamo rivolgendo lo sguardo al futuro per chiederci come si relazionerà
il modello del Colloquio Motivazionale con l’Intelligenza artificiale (IA) oggi in
forte espansione in ogni campo del sapere. Da diverso tempo questo tema è fonte
di confronto e dibattito nella comunità internazionale dei formatori al Colloquio
Motivazionale MINT. Mentre il metodo del Colloquio Motivazionale si propone di
sviluppare la nostra intelligenza biologica relazionale — la potenzialità naturale di
ogni essere umano di connettersi con un altro — possiamo ritenere che anche i nostri
fattori aspecifici, come il patrimonio biologico relazionale, possano essere replicati
in futuro da un operatore IA?
Annachiara Scamperle e Valerio Quercia